Su Sergio Mattarella ed il Nuovo Governo dell’Italia

Ieri, 27 maggio, con una mossa incostituzionale secondo alcuni e storica secondo altri, Sergio Mattarella ha bloccato la formazione di un  governo che, a tutti gli effetti, avrebbe potuto essere uno dei più reazionari mai al potere in Europa dopo la Seconda Guerra Mondiale. La Lega ed il Movimento Cinque Stelle, due partiti anti-establishment che avevano sempre mostrato un atteggiamento reciproco privo di riguardi prima delle votazioni, avevano finalmente formato una coalizione per governare il secondo Paese europeo con il deficit più alto dell’Europa dopo la Grecia.

Ciò che ha fatto il Presidente della Repubblica non ha avuto niente a che fare con il fatto che Giuseppe Conte, il candidato Premier della coalizione, avesse falsificato il proprio CV millantando esperienze lavorative mai esistite alla Sorbona e all’Università di New York. La decisione del Presidente non è stata influenzata neppure dalla scelta di Matteo Salvini per il Ministero dell’Interno con  la sua promessa di cacciar via 500.000  immigrati senza documenti. Qualcuno potrebbe aver pensato che il Presidente abbia voluto rifiutare la scelta di Manuela Laranzin per il Ministero della Famiglia, a causa delle sue opinioni estremiste contro la comunità di LGBTQ e la sua crociata a favore della famiglia nucleare. Anche Luigi Di Maio è un argomento scottante al momento, ma, essendo in questi giorni  la rock star della politica italiana, pochi avrebbero giudicato inopportuno il suo incarico come Ministro del Lavoro.

Il tentativo di formare un nuovo governo è stato in realtà bloccato per la scelta di Paolo Savona, economista conosciuto per il suo euroscetticismo, al Ministero dell’Economia; temendo una sua influenza negativa verso una politica di uscita dall’Euro.

Ora è appena stato introdotto un governo di transizione mediante l’affidamento dell’incarico di formare il nuovo governo ad un agente del Fondo Monetario Europeo, il quale rimane visibilmente in contrasto con il voto popolare. Carlo Cottarelli dovrà affrontare una battaglia durissima per il voto di fiducia di fronte ad una Camera dei Deputati con Lega e M5S in maggioranza.

Ciò che ha fatto Mattarella, nonostante lui abbia probabilmente creduto di aver tutelato gli italiani ed i loro interessi, è stato in realtà un regalo alla Lega, e probabilmente anche al M5S, per la loro agenda reazionaria; rinforzando la loro volontà di un’ Italia fuori dall’Unione Europea. I politici che non riescono a prendere una decisione progressista ed ai quali manca un punto di vista genuino sono, alla fine, un involontario ma consistente supporto alle forze reazionarie.

 

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